18ott 2016
UBERTI, 30 ANNI DI STORIA DI FRANCIACORTA IN UNA VERTICALE
Articolo di: Fabiano Guatteri

Una verticale di 30 annate è un avvenimento raro, ma se si tratta di 30 annate di metodo classico, allora ci si avvicina all’unicità. E’ il 1979 quando Eleonora, moglie di Agostino Uberti, dell’omonima Azienda Agricola a Erbusco, in Franciacorta, dà alla luce Silvia. In quello stesso anno Agostino mette a punto la cuvée di Francesco I impiegando uve chardonnay, pinot bianco, pinot nero vino che dal quell’anno continuerà a produrre ininterrottamente. Pochi anni dopo nasce Francesca e ora, dopo quasi quarant’anni da quel lontano 1979 sono proprio Eleonora e Francesca a organizzare una verticale che narri la storia della famiglia Uberti, e conseguentemente, di una parte di Franciacorta. Iniziativa coraggiosa sboccare per l’occasione tanta ricchezza enologica sapendo che qualche difetto necessariamente emergerà. Ma quando non si ha nulla da nascondere… 

Martedì 4 ottobre 2016 si è tenuta una verticale delle annate 1979-2008 con sboccatura man mano che venivano degustati i vini. Questi sono stati suddivisi in 5 gruppi di 6 bottiglie ciascuno, e ogni serie è stata introdotta da un relatore. 

Alessandro Brizzi ha raccontato le annate che vanno dal 1979 al 1984. Quando la prima annata è stata versata nei calici, l’emozione era forte così come la curiosità. Il colore è carico, luminoso e caldo. Al naso, l’impatto è da vino dolce; nonostante le inevitabili note ossidative, la complessità aromatica è nitida, con componente fruttata in cui si avvertono la pesca, il mango, l’ananas. La carbonica è viva e si avverte una presenza speziata accompagnata da potente sapidità. In modo più o meno accentuato queste caratteristiche accomunano le prime sei annate, anche se l’annata 1982 possiede un nervo acido che la differenzia dalle altre rendendola particolarmente piacevole. Il 1983 appare più chiuso, mentre il 1984 è più leggero e povero, quasi fiacco. I cambiamenti si notano nella seconda batteria, annate 1985-1990, raccontata da Francesco d’Agostino. L’ossidazione dei vini è meno evidente, la componente salina è sempre spiccata, mentre la chiusura è generalmente amaricante. Le note dolci nel 1986 si allargano così da sembrare un vino dosato. Il 1988 è decisamente vivo, privo di ossidazioni, con pienezza olfattiva, crosta di pane, mineralità. Alla presenza salina si aggiungono sentori di cedro, di frutta fresca, di pasticceria. 1989 sembra più vecchio del precedente e presenta qualche nota ossidativa, mentre il 1990 ritorna fresco, privo di ossidazioni, con toni croccanti e bocca piena. La batteria 1991-1996 è stata presentata da Nicola Bonera. Con il 1991 torna l’ossidazione, ma non è spinta e si colgono il miele, ricordi di pasticceria. Il vino si mostra maturo con un equilibraro rapporto effervescenza-acidità-amarezza. Il 1992 è molto convincente, con profumo di caramello, effervescenza concreta, ricordi balsamici e di zafferano. Procedono su questa linea le altre annate, con note non sempre nitide nei millesimi 1994 e 1996, e con bolla perfetta nel 1995 che evidenzia una piacevole nota agrumata. Dei millesimi 1997 - 2002 ne ha parlato Vito Intini. Il 1997 ha colore più intenso delle annate immediatamente precedenti e possiede un finale ossidativo. L’annata 1998 ha note balsamiche più pronunciate, impressioni olfattive da supercolico, amaricanti di rabarbaro e di tamarindo. Il 1999 è definito dal relatore molto affascinante con sentori floreali, e di frutta gialla, nota vanigliata e punta boisé. In bocca è fresco e burroso e mostra un grande equilibrio. Le annate successive possiedono sempre piacevole freschezza sino ad arrivare al 2002, bocca mentolata, note balsamiche quasi resinose. Antonio Paolini ha illustrato le annate 2003-2008. Sono vini che Paolini definisce più romanici che barocchi. Beva sempre piacevole, verticali, ricchi di materia, tutti suadenti, dotati di fascino. La degustazione di questi vini, considerando anche l’andamento climatico delle rispettive annate, permette di capire come la componente umana sia fattore fondamentale del terroir, e che in questi 30 anni di storia Uberti abbia avuto un ruolo fondamentale per correggere, levigare, intervenire quando il clima si rilevava sfavorevole, permettendo invece alle annate migliori di valorizzarsi pienamente. A conclusione un’anteprima di un vino che uscirà fra due anni: non ha ancora un nome, ed è prodotto con tutte le annate dal 2002 al 2010, dieci millesimi di Chardonnay.

Azienda Agricola Uberti

Via Enrico Fermi 2 loc Salem

Erbusco (BS)

tel. 0307267476

e-mail: info@ubertivini.it

http://www.ubertivini.it/

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