29mag 2017
LA KELLEREI KALTERN A MILANO: INTERPRETAZIONI E GIOCHI DI KALTERERSEE
Articolo di: Fabiano Guatteri

Il Lago di Caldaro o Kalterersee, è un vino rosso da uve schiava, da sempre simbolo della zona di Caldaro, ben rappresentativo dell’espressione enologica del territorio che trova felici realizzazioni nella realtà produttiva della Kellerei Kaltern. Attorno agli anni ottanta del secolo scorso il Kalterersee aveva perso parte del suo smalto per diventare un vino passante, poco impegnativo e senza grandi pretese, con i produttori che non si impegnavano più di tanto per valorizzarne le peculiarità. Ma con il nuovo millennio il Caldaro ha saputo riconquistare i palati più attenti in quanto lo sforzo per elevarne la qualità ha permesso di raggiungere risultati tangibili. Non è più quello di “una volta” in quanto non solo le tecniche di vinificazione, ma anche il clima, ne hanno fatto un rosso più imponente, ma al tempo stesso è di grande piacevolezza, immediato, che ha conservato la piacevole bevibilità grazie alla freschezza, all’alcolicità non esagerata, da gustare a 14 gradi di temperatura proprio perché dotato di tannini gentilissimi che non temono le temperature di cantina. Kellerei Kaltern ha voluto abbinare ai piatti d’autore della cucina della Trattoria Trippa alcune referenze di questo rosso dell’annata 2016. Sono stati serviti nell’ordine, il Kalteresee Classico Superiore, il Leuchtenberg Kaklterersee Classico Superiore e, un cru, il Pfarrhof Kaklterersee Classico Superiore, tre diverse interpretazioni dello stesso vitigno. 

Il Kalteresee Classico Superiore dei tre è il più beverino, affina in botti di cemento, e alla degustazione comunica sentori di frutta matura, di ciliegia, di lampone e una caratteristica nota di mandorla amara.

Il Leuchtenberg Kalterersee Classico, come il precedente affina in vasi vinari di cemento, ha un maggiore tenore alcolico e un delizioso sentore di piccoli frutti. 

Il Pfarrhof Kalterersee Classico Superiore matura in acciaio e in botti di legno grandi. Di un bel colore rubino brillante, è sapido, rotondo, piacevolmente fruttato. 

Di questo stesso vino è stata proposta una piccola verticale delle annate 2010, 2008 e della suadente 1997 a dimostrare la longevità del Kalterersse che anche a vent’anni di distanza mostra ancora un’invidiabile freschezza. Ma non solo. A bottiglie bendate, il Pfarrhof Kaklterersee 2015, è stato servito con Margot 2014, Domain Joseph Chamorard 2014 e il Mercury Premier Cru 2013 Bouchard Père & Fils tra i quali non solo non ha sfigurato, ma anzi... 

Per l’occasione è stato presentato in anteprima assoluta il kurnst.stück 2016 ossia il vino capolavoro della cantina in cui l’uva protagonista non poteva che essere la schiava. Sarà commercializzato solo in magnum ed è in fase di selezione l’etichetta che lo vestirà. E' stato inoltre servito  e il kurnst.stück dello scorso anno,  Pinot Bianco 2014 di cui abbiamo scritto qui.

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