Fettuccine Alfredo, Spaghetti Bolognaise & Caesar Salad - Il trionfo della falsa cucina italiana nel mondo. Alcuni cuochi stellati italiani si sono recentemente fatti ambasciatori del Made in Italy culinario nei propri ristoranti all’estero così da divulgare la vera cucina italiana. Ma la percezione della nostra gastronomia per ora è un’altra; a spiegarlo ci pensa Maurizio Pelli, nel suo libro Fettuccine Alfredo, Spaghetti Bolognaise & Caesar Salad.

Buongustaio e raffinato conoscitore della cucina italiana, Pelli ha soggiornato molti anni all’estero oltre ad aver viaggiato in numerosi paesi. Forte della propria esperienza sconsiglia di frequentare i ristoranti sedicenti italiani all’estero anche perché talvolta il personale non conta neppure un italiano e lo chef può essere indiano, filippino, o di altra cultura lontana da quella italiana. Ma facciamo un passo indietro. Pelli spiega che nel primo Novecento, a pochi decenni dall’unità del regno, non vi era ancora una cucina nazionale, bensì se ne contavano tante locali. Gli emigrati che partirono in quegli anni dalle zone più depresse, spesso analfabeti, diretti in America e o in altre parti del mondo, arrivati nella terra promessa si improvvisarono talvolta chef pur non possedendo nessuna conoscenza in merito. In epoca successiva vari cuochi, non certo i migliori, in vista di più facili guadagni si avventurarono all’estero per spacciare una cucina italiana assai modesta che in patria non sarebbe stata accettata, proponendo piatti a basso costo i quali spesso rinunciavano agli ingredienti originari a beneficio di quelli locali più economici. 

Ma oltre a questi piatti che male ci rappresentano, ve ne sono altri che in Italia neppure esistono. E’ il caso della Caesar salad, creata da un cuoco messicano con padre italiano, diventata un piatto internazionale attribuito all’Italia. E i micidiali spaghetti bolognaise? Pelli spiega che l’”artefice” fu un imprenditore inglese proprietario di ristoranti nell’UK; tornato in patria dopo un viaggio in Italia, entusiasta della sua esperienza gastronomica volle lanciare un piatto che utilizzasse la pasta e il ragù più famosi e così nacquero gli spaghetti bolognaise, ossia un falso, anche questo introvabile in Italia (almeno si spera). Diversa la storia delle fettuccine Alfredo, nate in una trattoria romana, Alfredo appunto, come fettuccine al triplo burro a base di burro e parmigiano stagionato 24-36 mesi stemperato in poca acqua di cottura: diventate famose perché “scoperte” da influenti americani di passaggio a Roma. All’estero la “creatività” le ha trasformate in un piatto in cui si può trovare di tutto, anche il pollo. Ad accompagnare una falsa cucina italiana, vi sono altrettanti falsi “prodotti tipici” spacciati per italiani come i vari parmesan.

Il libro di Pelli è una raccolta di ricette “autentiche” dei piatti italiani spesso contrapposte alle “rivisitazioni” incontrate all’estero. I capitoli sono introdotti da narrazioni, da aneddoti, episodi in cui l’autore è spesso protagonista; non mancano approfondimenti storici, ricerche sull’origine dei piatti come nel caso della carbonara, o degli gnocchi di patate. Le ricette sono abbinate a vini selezionati da Delphine Veissiere, sommelier e wine expert di grande prestigio. La prima stesura del libro editata nel 2012 è in inglese proprio per spiegare al pubblico straniero cosa sia realmente la cucina italiana. Ora è disponibile la versione in italiano.

Maurizio Pelli

Fettuccine Alfredo, Spaghetti Bolognaise & Caesar Salad

Il trionfo della falsa cucina italiana nel mondo

GVPMedia FZ-LLC . UAE, 2016

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