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11
November
Election Day, la sfida corre sulla rete!

Election Day, la sfida corre sulla rete!

(Cultura)

L’Election Day 2012 sarà seguito sul web, grazie anche alla grande diffusione di smartphone e di App dedicate. E vedrà il confronto diretto fra il presidente Obama, già maestro di comunicazione, ed il repubblicano Mitt Romney, che ha imparato in fretta ad usare il web per rispondere al suo avversario… ma sarà riuscito a parlare con efficacia, attraverso questi mezzi, al suo elettorato?

Trasparenza e condivisione. Il modello americano, dopo le elezioni americane del 2008, che portarono all’elezione di Obama, ha ispirato poi la Governance degli Stati moderni, interessati a trovare la via per un rapporto più diretto con i cittadini. Oggi, a quattro anni di distanza, Obama è nuovamente in lizza contro Romney, nella corsa alla Casa Bianca. E se nel 2008 Obama ha sbancato lanciando un nuovo “modello di interazione con gli elettori”, oggi la lotta per le presidenziali Usa è condotta per larga parte anche sulla rete, da entrambe le fazioni. L’Election Day sarà seguito sul web, grazie anche alla grande diffusione di smartphone e di App dedicate. E vedrà il confronto diretto fra il presidente Obama, già maestro di comunicazione, ed il repubblicano Mitt ROmney, che ha imparato in fretta ad usare il web per rispondere al suo avversario… ma sarà riuscito a parlare con efficacia, attraverso questi mezzi, al suo elettorato?

I numeri della sfida online sono interessanti: si parla di 4 milioni di tweet durante la tre giorni della convention repubblicana.  In attesa di scoprire cosa l’America vede nel suo futuro, abbiamo ripreso le dichiarazioni rilasciate qualche tempo fa da Clay Johson, in occasione di un incontro promosso nel 2008 dall’Information Resource Center dell’Ambasciata degli Stati Uniti, riguardo i temi dell’Open Government e del più ampio ambito del Government 2.0.

Johson è fra i fondatori di Blue State Digital, azienda che nel 2008 si era occupata di ideare le strategie della campagna online per le presidenziali di Obama. “Il Governo non ha molta esperienza nel community managament, o meglio, è in grado di usare le tecnologie, ma non ha ancora imparato a gestire le community”.  Clay Johson, la pensa così. Un modello in crescita, quindi, quello dell’open Gov Usa. Nella stessa occasione Stacy Donohue, a capo dell’area investimenti per la “Government Transparency” americana, ha affrontato il tema dell’impatto che l’azione di singoli individui può avere sulle scelte politiche e programmatiche delle istituzioni pubbliche. Clay Johnson ha invece rappresentato la sua idea rispetto al concetto di “Government as a platform”, mentre il presidente della Communibuild Technologies Noel Dickover, ha parlato di challenge, che sono implicite all’applicazione pratica dei programmi di Government 2.0. «Non ho mai visto tanta innovazione nelle singole città come negli ultimi due anni – ha affermato quest’ultimo -. Bisogna imparare a rispondere alle esigenze della “resilient society”, che richiede partecipazione anche quando non è tempo di elezioni. Molti americani hanno già imparato ad amare questo sistema di interazione ed ora bisogna recuperare la formula della partecipazione, e renderla fruibile nel quotidiano» E a quanti si interrogano sulla opportunità di pubblicare dati online, su quanto possa essere realmente utile a favorire la “partecipazione” e quella che da noi chiamiamo “trasparenza”, Stacy Donhoue dà la sua ricetta: «Non è un segreto che il cambiamento reale nasce da un cambiamento culturale. Ed è per questo che sono convinta che il ruolo principale, in questo processo evolutivo, lo svolgano i media. Sono loro che dovrebbero utilizzare le informazioni che vengono pubblicate e rese pubbliche, per farne notizia». La mera pubblicazione dei dati on line non coincide infatti esattamente con la “condivisione di informazioni”. Quei dati andrebbero letti, analizzati da quanti hanno gli strumenti per poterli rendere sotto forma di informazioni, fruibili anche dai cittadini. Il rapporto è quindi diretto, ma necessita di un livello intermedio di spinta e sviluppo del cambiamento.

«Bisogna incoraggiare i cittadini ad essere cooperativi, rispondendo al loro bisogno di trasparenza e di partecipazione », ha continuato Stacy Donhoue, spiegando che l’America sta lavorando su questo fronte per un nuovo modello di innovazione del Governo trasparente.

«L’open Government non implica un rapporto diretto fra Governo e cittadini». Noel Dichover, che ha supportato l’implementazione della “Civil Society 2.0” della divisione diplomatica del Dipartimento di Stato Americano, svelava  poi un segreto che, a pensarci bene, è innovativo perché nasce da una semplice riflessione: «La vera formula del Gov 2.0 sta nel dialogo fra cittadini sui temi della Governance».

 

Queste le considerazioni fatte dai Guru della comunicazione politica online americana due anni fa… Da oggi vederemo se e come queste intuizioni e consigli si siano potuti tradurre in strategie di successo per i due candidati americani.

Mariapia Ebreo